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LA PREVENZIONE E’ FONDAMENTALE IN TUTTE LE FASI DELLA VITA DELL’ UOMO

La Società Italiana di Urologia ha promosso la campagna nazionale “Prevenzione Alpha ” per sensibilizzare gli uomini sulla propria salute.

Dai 16 ai 50 anni e oltre, anche l’uomo deve fare prevenzione per evitare di far parte dei 10 milioni di italiani colpiti da malattie al maschile: ingrossamento della prostata (3 milioni), disfunzione erettile (altri 3 milioni), eiaculazione precoce (4 milioni), calcolosi (2 milioni), neoplasie (1,2 milioni), malattie infettive e infiammatorie (1 milione, soprattutto in acuto).

Proprio come già avviene per le donne, che nel ginecologo hanno un riferimento costante della propria salute, anche gli uomini possono contare su un alleato per la vita: l’urologo di fiducia. “L’urologo è lo specialista della salute maschile – spiega Vincenzo Mirone, responsabile della comunicazione della Società Italiana di Urologia – e la prima visita deve avvenire già in adolescenza. È un cambiamento di mentalità necessario. Le famiglie devono comprendere che ogni età ha le sue problematiche e l’urologo è in grado di accompagnare il paziente nel percorso di cura adeguato, se necessario, o di tranquillizzarlo.

Quando si è molto giovani, dai 16 ai 25 anni non si pensa all’importanza della prevenzione. Eppure ogni anno in Italia si fanno oltre 2.500 diagnosi di tumore del testicolo che resta la neoplasia più comune nel giovane maschio, pari al 12% del totale delle diagnosi tumorali nell’uomo tra i 18 e i 49 anni. La buona notizia è che questa neoplasia si supera nel 95% dei casi, ma bisogna tenere alta la guardia. Per questo l’autopalpazione per individuare noduli o ingrossamenti deve diventare un’abitudine a partire dai 15 anni di età. “Non è mai troppo presto per cominciare a occuparsi della propria salute – chiarisce Luca Carmignani, responsabile dell’Ufficio Ricerca SIU – prima si inizia meglio è.

Tutti i ragazzi hanno bisogno di una visita di controllo per verificare che non vi siano problematiche congenite o situazioni patologiche magari silenziose”. Dai 25 ai 45 anni possono manifestarsi con maggior frequenza le malattie sessuali che sono in crescita, compreso il contagio da Hiv, il papilloma virus, la Chlamydia, perfino la sifilide e la gonorrea con conseguenze a volte invalidanti, croniche o a lungo termine. Inoltre, gli studi epidemiologici segnalano da anni che i problemi di fertilità maschile sono in aumento. Dopo i 45 anni, il quadro diventa più complesso e la salute diventa più che mai il risultato di come si è vissuti prima e di quanta prevenzione è stata messa in pratica.

fonte: repubblica.it

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